"Esiste davvero quello che chiamiamo "radice"? Non è forse la nostra vita, con le sue idee e visioni, più simile a quei cespugli del deserto che rotolano portati dal vento, si fermano a raccogliere quel po' d'acqua che il terreno occasionale procura loro, per poi tornare a rotolare, che ad alberi radicati nello spazio e nel tempo?"
Giuseppe Jisō Forzani, "I fiori del vuoto", 2006, Bollati Bolinghieri, pag.130